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Artrite Reumatoide

L’artrite reumatoide  è una malattia cronica che provoca dolore, tumefazione e rigidità articolare con limitazione del range del movimento e della funzione delle articolazioni interessate. Sebbene l’articolazione sia la parte dell’organismo più coinvolta, l’infiammazione può svilupparsi anche in organi interni (come polmoni, reni, cuore, sistema nervoso, vasi sanguigni, occhi) artrite delle articolazioni metacarpofalangee (1a, 2a, e 3a della mano destra) e deformità articolare del 5° dito della mano destra (cosiddetta a “collo di cigno”).

La rigidità osservata quando la malattia è in fase attiva è più intensa la mattina al risveglio e può durare da una a più ore estendendosi, nei casi più severi, all’intera giornata. La durata della rigidità è molto importante perchè differenzia l’artrite reumatoide da altre artropatie, come ad esempio, l’osteoartrosi in cui la rigidità mattutina è di circa 10-20 minuti.

Le articolazioni più frequentemente coinvolte sono quelle piccole delle dita delle mani, i polsi, i piedi, le ginocchia e le caviglie; più raro è il coinvolgimento di anche, spalle, gomiti e rachide. L’interessamento abitualmente è di solito simmetrico: se è coinvolto il polso destro spesso è colpito anche il polso sinistro.

Il paziente, inoltre, può riferire dei sintomi noti come “extra-articolari” e che possono essere indicativi di un coinvolgimento sistemico della malattia; fra questi ci sono: stanchezza, malessere generale, perdita di peso, indolenzimento muscolare (mialgie), febbre, secchezza degli occhi e della bocca (condizione nota come sindrome di Sjogren secondaria all’artrite reumatoide), riscontro di anemia, infiammazione dei tendini, presenza di piccole nodosità dolenti note come “noduli reumatoidi” che compaiono comunemente sotto la cute dei gomiti e degli avambracci.

Come si diagnostica

I sintomi riferiti dal paziente sono spesso sufficienti per sospettare la diagnosi.
Fra gli esami del sangue sono molto utili gli indici di infiammazione (VES, PCR, fibrinogeno). Il loro monitoraggio viene richiesto per valutare la risposta alle cure svolte, assieme alle valutazioni del medico. Altri esami di laboratorio importanti per una conferma diagnostica sono il fattore reumatoide e gli anticorpi anti-citrullina (anti-CCP), positivi nella maggioranza dei pazienti. E’ bene però ricordare che la loro presenza in assenza di manifestazioni cliniche non è sufficiente per porre diagnosi di artrite reumatoide; la loro ricerca andrebbe quindi eseguita solo in caso di manifestazioni cliniche sospette.
Fra gli esami strumentali mantiene un’importanza fondamentale la radiografia, utile per identificare le erosioni ossee tipiche dell’artrite reumatoide; l’ecografia articolare è invece utilissima nella fase diagnostica, prima che si producano danni ossei, e nel monitoraggio dell’infiammazione a livello articolare.

Cause dell’Artrite Reumatoide

Sebbene la causa della malattia sia ancora ignota, i dati delle più recenti ricerche in campo scientifico evidenziano alcuni fattori che sono importanti nell’attivazione e nel mantenimento dell’infiammazione. L’organo bersaglio principale dell’infiammazione è la membrana sinoviale, costituita da cellule che rivestono l’articolazione: tale membrana produce liquido sinoviale necessario per la lubrificazione e il nutrimento della cartilagine articolare. Le sostanze ad azione pro-infiammatoria rilasciate dalle cellule immunitarie determinano il gonfiore e il successivo danno della cartilagine e dell’osso presenti all’interno dell’articolazione

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