Artrosi: cos’è, sintomi, esami e cure moderne per l’usura delle articolazioni precoce
L’artrosi (o osteoartrosi) è la più comune malattia articolare degenerativa ed è causata da una progressiva usura della cartilagine che riveste le estremità delle ossa. Questa usura porta nel tempo a dolore, rigidità, limitazione dei movimenti e, nei casi più avanzati, deformità articolari e perdita di funzione
Contrariamente a quanto si pensa, l’artrosi non è “semplicemente l’età che avanza”: esistono fattori di rischio specifici, esami precisi per inquadrarla e oggi diverse opzioni terapeutiche – dalle terapie conservative fino alle infiltrazioni e ad approcci più innovativi – che permettono di gestirla in modo molto più efficace rispetto al passato.
Che cos’è l’artrosi
Nell’artrosi, la cartilagine che riveste le superfici articolari si assottiglia progressivamente, perdendo la sua naturale funzione di “ammortizzatore”. Con il tempo:
- lo spazio articolare tra le ossa si riduce
- possono formarsi osteofiti (piccole “escrescenze” ossee ai margini dell’articolazione)
- i movimenti diventano più difficili e dolorosi.
Le sedi più frequentemente interessate sono:
- ginocchia (gonartrosi)
- anche (coxartrosi)
- colonna vertebrale
- mani (interfalangee, pollice)
- piedi
L’artrosi è una malattia cronica e progressiva, ma la velocità di progressione e l’intensità dei sintomi variano molto da persona a persona.
Sintomi tipici dell’artrosi: come riconoscerla
Il sintomo principale dell’artrosi è il dolore articolare, che ha caratteristiche piuttosto specifiche rispetto al dolore infiammatorio delle artriti.
Dolore “meccanico” da usura
- compare soprattutto durante il movimento o il carico (camminare, salire le scale, stare in piedi a lungo)
- tende a migliorare con il riposo
- può peggiorare a fine giornata o dopo sforzi prolungati.
A questo si associano spesso:
- rigidità dopo periodi di inattività, ma di solito breve (pochi minuti) rispetto alla lunga rigidità mattutina tipica delle artriti infiammatorie
- riduzione della mobilità articolare (difficoltà a piegare il ginocchio, ad alzare completamente il braccio, ecc.)
- sensazione di “scricchiolio” o rumore articolare durante il movimento (crepitii).
Segni visibili
Nei casi più avanzati possono comparire:
- lieve gonfiore dell’articolazione
- deformità progressive (per esempio nodosità alle dita nelle mani artrosiche)
- deviazioni dell’asse (come ginocchio “varo” o “valgo”)
Fattori di rischio e cause
L’artrosi è legata all’usura, ma non è solo una questione di età: spesso si sviluppa per una combinazione di fattori.Tra i principali fattori di rischio:
- età (più frequente dopo i 50–60 anni)
- sovrappeso e obesità, che aumentano il carico su ginocchia, anche e colonna
- pregresse lesioni articolari (traumi sportivi, fratture, interventi chirurgici)
- lavori che comportano carichi pesanti o movimenti ripetuti
- predisposizione familiare
- alterazioni dell’allineamento articolare (per esempio ginocchia vare/valghe fin da giovani).
- Anche lo stile di vita (sedentarietà, scarso tono muscolare) può favorire l’insorgenza o l’aggravarsi dei sintomi.
Artrosi o artrite reumatoide? Le principali differenze
Spesso i pazienti confondono l’artrosi con l’artrite reumatoide, ma si tratta di malattie diverse per cause, decorso e trattamento
| Aspetto | Artrosi | Artrite reumatoide |
|---|---|---|
| Tipo di malattia | Degenerativa (usura) | Infiammatoria autoimmune |
| Dolore | Peggiora con movimento, migliora a riposo | Presente anche a riposo, spesso notturno |
| Rigidità mattutina | Breve (minuti) | Lunga (>30–60 min) |
| Articolazioni tipiche | Ginocchia, anche, colonna, mani | Piccole articolazioni di mani e piedi, spesso simmetriche |
Per questo, in presenza di dolore articolare cronico è sempre utile un inquadramento reumatologico, così da definire il tipo di patologia e impostare di conseguenza il trattamento.
Come si diagnostica l’artrosi
La diagnosi di artrosi si basa su:
visita specialistica reumatologica
esami di imaging mirati
quando necessario, esami del sangue per escludere forme infiammatorie o altre patologie
Visita reumatologica
Durante la visita, il reumatologo:
- raccoglie la storia dei sintomi (da quanto tempo è presente il dolore, come si manifesta, cosa lo peggiora o lo allevia)
- valuta la mobilità delle articolazioni interessate
- ricerca segni di gonfiore, dolore alla palpazione, deformità o instabilità articolare.
Questa fase permette già di orientare il sospetto verso un dolore da usura meccanica piuttosto che verso una malattia infiammatoria.
Radiografie
Le radiografie sono l’esame di base per confermare la diagnosi di artrosi. Possono mostrare:
- riduzione dello spazio articolare
- osteofiti (becchi ossei)
- sclerosi subcondrale (addensamento dell’osso appena sotto la cartilagine)
Le radiografie sono particolarmente utili per valutare artrosi di ginocchio, anca e colonna.
Ecografia muscolo-scheletrica
L’ecografia muscolo-scheletrica, disponibile nello studio del Dott. Rosario Buono, può offrire informazioni aggiuntive, soprattutto quando si vuole:
- valutare tessuti molli periarticolari (tendini, borse, legamenti)
- escludere o evidenziare una componente infiammatoria associata
- guidare in modo preciso eventuali infiltrazioni articolari o periarticolari.
Nel complesso, la combinazione tra visita, radiografie ed ecografia permette un inquadramento molto accurato della situazione articolare.
Come si cura l’artrosi oggi
Non esiste ancora una terapia in grado di “rigenerare” completamente la cartilagine usurata, ma è possibile intervenire su più fronti per:
- ridurre il dolore
- migliorare la mobilità
- rallentare l’evoluzione del danno articolare
Stile di vita e riabilitazione
Sono la base di qualsiasi trattamento:
- controllo del peso corporeo per ridurre il carico sulle articolazioni portanti
- attività fisica regolare e mirata (cammino, cyclette, ginnastica in acqua, fisioterapia)
- esercizi per rinforzare la muscolatura di sostegno (per esempio quadricipiti nel caso dell’artrosi di ginocchio).
Questi interventi, se seguiti con costanza, possono ridurre in modo significativo il dolore e migliorare la funzione.
Terapie farmacologiche
Il reumatologo può prescrivere:
- analgesici e antinfiammatori (FANS) per brevi periodi, soprattutto nelle fasi di riacutizzazione del dolore
- eventuali farmaci sintomatici di fondo specifici per l’artrosi, secondo linee guida e quadro individuale.
L’uso prolungato di antinfiammatori deve sempre essere monitorato dallo specialista, per limitare gli effetti collaterali.
Infiltrazioni articolari
Le infiltrazioni rappresentano una possibilità terapeutica importante, soprattutto per le articolazioni maggiormente caricate, come ginocchio e anca.Possono essere utilizzati:
- farmaci corticosteroidei (per controllare infiammazione e dolore in fasi acute selezionate)
- sostanze ad azione viscoelastica (come acido ialuronico) con l’obiettivo di migliorare la lubrificazione e ridurre lo sfregamento tra le superfici articolari.
Nel centro del Dott. Buono, le infiltrazioni vengono eseguite, quando indicato, sotto guida ecografica, per aumentare precisione ed efficacia del trattamento.
Il ruolo del controllo periodico
L’artrosi è una malattia in evoluzione: anche se i sintomi possono alternare fasi migliori e peggiori, il quadro strutturale dell’articolazione tende a modificarsi nel tempo. Per questo, soprattutto nei pazienti con dolore frequente o limitazione funzionale importante, è utile:
- programmare controlli periodici con il reumatologo
- aggiornare il piano terapeutico in base all’andamento clinico
- valutare tempestivamente eventuali opzioni aggiuntive (ad esempio intensificazione della fisioterapia o nuove infiltrazioni mirate).
Quando rivolgersi al reumatologo per dolore da artrosi
Dovresti prendere in considerazione una visita reumatologica se:
- il dolore articolare è presente da più di 3–4 settimane
- il dolore limita le tue attività quotidiane (camminare, salire le scale, svolgere il tuo lavoro)
- noti gonfiore, deformità o instabilità a livello di ginocchio, anca, mani o altre articolazioni
- hai già una diagnosi di artrosi ma i sintomi sono peggiorati o le terapie finora provate non sono più sufficienti.
Un inquadramento specialistico permette di definire con precisione il grado di artrosi e di impostare un programma terapeutico personalizzato, che includa il corretto mix di stile di vita, riabilitazione, farmaci e, quando opportuno, infiltrazioni o altri trattamenti mirati.
